passaggio da rivotril a en

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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda admin » mar giu 02, 2020 1:41 pm

stai facendo una tragedia per niente.
La vera tragedia è quella di non curarsi ed andare avanti cosi'. Inoltre, il solo Rivotril, potrebbe non essere sufficiente per curarti bene.
Prima ti curi, prima riuscirai a ridurre i farmaci (fino a toglierli del tutto, pur di non fare errori come quelli che hai fatto negli anni passati).
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda Alexandro7 » mar giu 02, 2020 5:47 pm

Ok, tutto chiaro. Nell'eventualità decidessi di prendere lo zoloft avrei comunque il vostro schema. E, sempre dovessi decidere di intraprendere questo percorso, dopo 9 mesi in che modo dovrei sospenderlo? Certo, sono poco convinto ugualmente perché ok che pensi/pensate io stia facendo una tragedia ma la mia vita è proprio precipitata e non per un ritorno della malattia originaria. Ho letto che voi non consigliate mai la paroxetina e io temo che possa avermi danneggiato molto. Il dottore che mi ha "sgridato" e che studia e ha fatto ricerche sulla astinenza da ssri/snri non sarebbe per nulla d'accordo con un mio ritorno a un antidepressivo. Ovvio, alla fine della fiera dovrò decidere io il da farsi e di che morte morire. Io stesso non lo voglio perché mi sembrerebbe una sconfitta e ne ho il rifiuto visti i danni sessuali che mi sono capitati(teoricamente più lontano da queste molecole sti meglio sarebbe)ma è ovvio che voi da esterni siate la vostra opinione basata su quanto vi ho detto e sui miei sintomi. Insomma,deciderò un po'. Una vostra opinione riguardo al riequilibrarsi del cervello dopo l'interferenza di un antidepressivo: succede davvero? O semplicemente la gente è costretta a continuare ad assumerli perché oramai il cervello non riesce più a funzionare senza? Ho più o meno capito il perché delle "ricadute": il cervello va a controbilanciare la rivalutazione serotoninergica e produce meno serotonina. Una volta tolto l'antidepressivo il cervello deve cercare di ritornare a una funzionalità autonoma ed è probabilmente per quello che la depressione si cronicizza nel tempo. Forse ho anche letto troppe cose alla ricerca spasmodica di una soluzione ma... boh... vorrei solo non dovermi trovare di fronte a una scelta del genere. Forse proverò ancora un po' solo con il rivotril e vedrò quanto potrà durare con la mia compagna. La storia può chiaramente finire per tanti motivi e di certo ne resterei devastato, considerato che la sua presenza fu lo sprone per liberarmi della paroxetina. Comunque intanto vi ringrazio. Nell'eventualità vorrete comunicarmi il nome di un dottore con cui parlare, nella mia zona, anche per un ulteriore confronto, vi ringrazierei.
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda Alexandro7 » mar giu 02, 2020 7:09 pm

Perdonate gli errori di battitura: è il correttore automatico
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda admin » ven giu 05, 2020 1:25 pm

Ti contattiamo in privato per quanto riguarda lo psichiatra.
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda admin » ven giu 05, 2020 1:26 pm

dopo 8-9 mesi dovresti scalare la Sertralina seguendo la nostra scaletta lenta:
http://www.ansiafarmaci.it/sertralina_slow.html
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda Alexandro7 » ven giu 05, 2020 4:27 pm

Grazie per il contatto che mi avete dato in privato e per la scaletta... solo che... niente, mi sento fregato... tra tutto dovrei metterci più di 4 anni? Quattro anni di castrazione che si aggiungono a tutti gli anni di paroxetina?
È una situazione davvero crudele e... non so... ho paura di crollare, sia in in modo sia nell'altro. Non riesco a credere non ci siano alternative. So che voi state seguendo un vostro protocollo e lo rispetto. Ma forse... non lo so... forse sono condannato. Ho passato anni fingendo che mi andasse bene curarmi in nome di una certa serenità rinunciando a una vita affettiva. Ho passato l'inferno per smettere la cura e lo passo ora per le conseguenze sessuali. Ora mi si prospettano anni di nuovo sotto medicine... senza sessualità/affettività, solo come un cane, ormai uomo di mezza età.
Mi sto arrendendo
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda Alexandro7 » mar giu 16, 2020 10:30 am

Buongiorno. Devo ancora contattare lo psichiatra. Tuttavia vi chiedo se potreste darmi un link del vostro sito dove si spieghi come eliminare il rivotril. Ho letto che suggerite di utilizzare una siringa ma non riesco trovare una modalità. Questa molecola mi sta davvero distruggendo la psichiatra che mi segue,più che dire di togliere una goccia settimana, cosa per me impossibile,non fa. So che voi mi avete suggerito di assumere la sertralina ma al momento non me la sento di pasticciarmi ancora di più. Spero vorrete darmi una mano con questo rivotril perchè l'ultima mia possibilità sarebbe di fare riferimento al manuale ashton fare tutto da solo. La psichiatra praticamente non mi segue più. L'ho chiamata per il controllo, due volte, non ha risposto. Mi ha poi mandato un messaggio dicendomi "ha già le mie indicazioni di togliere una goccia alla settimana" .
Quanto allo psichiatra devo ancora pensarci, primo perché andare a Brescia da dove abito non è una passeggiata, secondo perché imbarcarmi in una nuova cura antidepressiva non so se è ciò che voglio e terzo perché sono in cassa integrazione causa covid e ho soldi contati. Sottolineo nuovamente che comunque il problema è partito dal rivotril. La sua assunzione e potenza mi devasta
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda admin » mar giu 16, 2020 7:31 pm

I farmaci si devono ridurre quando si sta bene. Non quando si sta male.
Dubitiamo un po sul fatto che tu riesca a ridurre il Rivotril senza inserire una dose corretta di SSRI.
Se invece prendi una dose corretta di un SSRI staresti bene e dovresti riuscire tranquillamente ad eliminare gli ansiolitici.

Cmq, non abbiamo una vera e propria scaletta per il Rivotril. Dipende molto da quanto tempo stai assumendo ansiolitici.
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda Alexandro7 » mar giu 16, 2020 7:58 pm

Io scrissi qui proprio perché avevo problemi all'assunzione di rivotril. Non più molto per l'astinenza da ssri. Lo prendo dal 28 gennaio, come scrissi, e dato che mi dava problemi proprio per la sua potenza la dottoressa me lo fece diminuire bruscamente. Da 1,5 mg al giorno agli attuali 0,5mg. Non ho voglia di gestirmi da solo un massaggio a valium come detto dalla dottoressa riguardo al manuale ashton e sinceramente non ho voglia di anestetizzati ancora con antidepressivi. Capisco che non ve la sentire di aiutarmi. Vorrà dire che dovrò insegnarmi da solo. Non è che uno smette un ssri con la voglia di iniziarne un altro. E qualunque dottore ti dà medicine senza capire, spesso, che molte volte sono le stesse medicine il problema.
A questo punto cercherò di fare da solo. Tuttavia non è bello che nessuno sappia guidare un paziente alla dismissione di un farmaco. Non è certo colpa mia se mi dicevano di togliere la paroxetina in un mese dandomi la colpa di non riuscirci.
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda admin » mer giu 17, 2020 11:58 pm

Ci sono tre modi per ridurre in sicurezza il Clonazepam:
1) Utilizzare una siringa da 0.5 ml con 50 tacche (4 tacche corrispondono ad una goccia). Dato che l'ago di solito è incollato è bene toglierlo con una pinza.
2) Diluire il Clonazepam in acqua, mischiare bene, e aspirarne con una siringa piu' grande una certa percentuale (è un po meno preciso del modo precedente dato il fatto che il Clonazepam è una sospensione e non una soluzione... ma non dovrebbe essere un grave problema).
3) Aiutarsi con un ansiolitico di emivita uguale o piu' lunga, ma venduto in un formato maggiormente diluito ( ovvero DeLorazepam, Diazepam, o Prazepam ).
Per esempio 5 gocce di DeLorazepam corrispondono ad 1 goccia di Clonazepam

La velocità di riduzione deve poi rallentare al calare del dosaggio (quindi le ultime gocce vanno tolte davvero molto lentamente).
Con una dipendenza di 6 mesi (come nel tuo caso), suggeriamo di impiegare almeno altri 6-8 mesi per ridurlo gradualmente fino a toglierlo.
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda Alexandro7 » lun ago 17, 2020 12:34 pm

Buongiorno a tutti. Dopo due mesi sono nuovamente qua perché questo periodo è stato strano. Se da un lato gli effetti astinenziali prolungati di paroxetina sembrano essersi notevolmente abbattuti dall'altro il rivotril continua a darmi problemi. Sono andato da uno psichiatra del csm della mia città (mi avevate mandato in mail un nominativo di un altro medico ma non potendo più permettermi visite a pagamento a causa di lunga cassa integrazione per covid ho cercato nella mia zona). Il suddetto medico che ho trovato molto gentile mi ha ascoltato a lungo e non ha riscontrato in me segni depressivi o ansiogeni, cosa che mi ha fatto molto piacere visto che mi aspettavo potesse dirmi di assumere antidepressivi facendomi di nuovo riprecipitare nell'incubo. Ascoltando la mia storia ha capito come un nuovo antidepressivo paradossalmente mi butterebbe giù invece di aiutarmi(oltretutto dopo la paroxetina ne ho provate altre, di molecole, e direi che non me la sento più di essere una cavia). Abbiamo parlato dunque del rivotril e, come mi aspettavo, mi ha proposto di scalare una goccia a settimana. Gli ho espresso i miei dubbi per uno scalaggio così veloce e gli ho descritto l'agonia trascorsa nel recentissimo passato per togliere 10 gocce. Ha dunque provato dapprima a farmi passare al valium, passaggio che non ho retto. Le 5 gocce originarie di rivotril serale sono diventate 3, affiancate a 20 di valium. Ho avuto problemi di nausea e vomito , stitichezza e difficoltà a urinare, oltre che un peggioramento dell'umore. In luglio ho comunque effettuato accertamenti gastroenterologici visto che quando avevo abbassato le dosi di rivotril vomitavo spessissimo. Niente da segnalare con gastroscopia. Tutto nella norma. Vista la difficoltà nel passaggio a valium (quando parlai al dottore del manuale della dottoressa ashton lui disse che lo conosceva bene) dopo 3 settimane sono ritornato a 5 gocce serali di rivotril. Sto ancora cercando di stabilizzarmi e dimenticare il fallimento avuto con il valium. Il dottore ha detto di attendere ancora un po' e poi proveremo ad affrontare un nuovo percorso per liberarmi del rivotril, anche se credo (o meglio, lo ha accennato lui) che penserà di farmi togliere una goccia al mese e non più una la settimana. Gli ho accennato il discorso di usare una siringa per ridurlo gradualmente ma non si è dimostrato convinto. In effetti non ho nemmeno io la minima idea di come fare. Sì, avete scritto sopra di munirmi di una siringa con 50 tacche ma non saprei nè come preparare la soluzione nè quanto togliere ecc.
Insomma, se non esiste una vera guida passo passo per farlo non saprei proprio come fare.
Quindi o cerco una farmacia con laboratorio galenico che mi prepari compresse con dosaggi di cui non ho idea(il generico "riduci gradualmente" lascia un po' il tempo che trova se non si sa come e in che misura farlo, a che dosi, a quale percentuale) oppure dovrò fare la fatica immensa di togliere una goccia al mese (ho avuto altri consulti con altri medici online e ho parlato anche con il mio medico di base di questo problema e tutti, tutti, ancora un po' mi deridevano per le difficoltà che riscontro a sospendere la benzodiazepina. Tutti, psichiatri anche conosciuti, a dire "sono solo 5 gocce, se proprio vuole fare con calma ne tolga una ogni due settimane "). Ho anche chiesto informazioni in un centro di disintossicazione conosciuto ma hanno risposto che non mi accetterebbero visto il basso dosaggio di rivotril e, idem come sopra, hanno suggerito di togliere una goccia alla settimana. Dunque sono bloccato ancora qui. Se per caso vorrete comunicarmi dettagliatamente una procedura sicura sarò qui in ascolto. Mi procurerò la siringa e mi ci metterò di impegno. Altrimenti non dovrò far altro che correre il rischio togliendo una goccia ogni tanto oppure di arrendermi e restare agganciato al rivotril per sempre.
Vi ringrazio
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda Alexandro7 » lun ago 17, 2020 12:48 pm

Aggiungo che il "casino" in cui sono è stato creato da un centro universitario a cui fui inviato da uno psichiatra molto famoso che sosteneva l'utilità dell'uso di rivotril nella gestione della astinenza da ssri. Ovviamente mi sono fidato vista la sua fama e ne ho pagato le conseguenze. È vero che già prima utilizzavo benzodiazepine (tipo 5 gocce di en per dormire) ma il rivotril è stato veramente il colpo di grazia.
I miei sintomi residui sono spasmi muscolari al risveglio e un profondo senso di angoscia al pensiero di questa mia ipersensibilità alle molecole unita alla consapevolezza dei rischi delle benzodiazepine.
La sessualità, a fasi alterne, sembra tornare. A volte sento il desiderio per un paio di giorni, che poi crolla di nuovo. Mi ha commosso risentirli, dopo anni di ssri.
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda Alexandro7 » lun ago 17, 2020 2:57 pm

Ho comprato una siringa da 0,5 ml con 50 tacche. Ho staccato l'ago incollato e ho fatto dei tentativi. Ho versato 5 gocce in un piattino per poi aspirarle. Mi è stato impossibile. Ma come si fa? In un vostro messaggio avete scritto che 4 tacche corrispondono a una goccia. Sì ma come si fa ad aspirare il tutto?
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda admin » lun ago 17, 2020 3:22 pm

Devi infilare la siringa nel flacone (staccando il contagocce in plastica del flacone) e aspirare la quantità che desideri.
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Re: passaggio da rivotril a en

Messaggioda Alexandro7 » lun ago 17, 2020 4:53 pm

Ok. Ci provo. E andrebbe bene eliminarne circa due tacche al mese o, se per caso noto problemi, ogni due mesi?
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